Che ci si trovi di fronte a un disco dalle aspirazioni importanti si capisce fin da subito. Fin dalle prime battute di Aaminah, la prima traccia, che tra elettronico e analogico non lesina in pathos. Arriva poi Se mai provassi a dirti, scelta anche come singolo di presentazione del disco, che recupera costruzioni elettroniche con assonanze new wave, senza perdere in forza evocativa.
C’è una malinconia serena e quasi metallica che caratterizza Vicino, nell’attesa. Canto di non ritorno approfondisce i discorsi elettronici in sensi oscuri, sviluppando poi una rigogliosa sottofauna di suoni e di inquietudine.
Amor Fati apre con percussioni che arrivano da lontano, con qualche indizio di mitologia egizia e con una certa aggressività che si scarica nel corso del pezzo. Si chiude con Gassa d’amante, sorgere sintetico con ritmi quasi techno.
Sei tracce per un discorso omogeneo: l’album di Miro Sassolini, seppur frutto della collaborazione di molte mani, raggiunge un’uniformità sonora figlia di personalità forti. Il disco è potente e suona forte, a ribadire qualità di alto livello.
Fabio Alcini, MusicTracks