Del mare la distanza: su SuffissoCore

Un artigiano della musica, un artista multidisciplinare che si è sempre scontrato con le regole imposte dall’industria discografica e non ha scelto modalità espressive comuni come tanti colleghi. Un nome tutelare della new wave italiana che, dopo avere lasciato i Diaframma all’indomani dell’uscita di ‘Boxe’, si è distinto per progetti di ricerca vocale come Van Der Bosch, S.M.S. (‘Da Qui A Domani’) e (P)neumatica. Adesso per Miro Sassolini è venuto il momento di riappropriarsi del concetto di canzone e regalare al proprio pubblico sei tracce meravigliose. Come si legge nella presentazione “Cristiani Santini, maestro del suono, ha curato nei minimi dettagli un lavoro ampio e avvolgente, tridimensionale, in cui il basso di Gianni Maroccolo e gli altri strumenti si distendono fra scurezze e aperture, ritmiche serrate e dinamiche ondeggianti, ballabili, per permettere alla voce di Miro di irradiarsi come aria da respirare”. La bellezza di quest’album “scabro ed essenziale”, capace di cancellare nel giro di pochi minuti le cosiddette uscite indie che dominano la scena italiana e riproporre un songwriting pieno e convulso, capace di evocare memorie di Demetrio Stratos e Leonard Cohen (‘Se Mai Provassi A Dirti’ e ‘Vicino, Nell’Attesa’), eccezionale nel potere comunicativo e colpevole, se di colpa davvero si tratta, di puro esibizionismo industriale. Un canto spontaneo e profondo, una predisposizione per le arte figurative e, nello specifico, la scultura che si traduce in composizioni spigolose e ricche di contenuti poetici (grazie agli splendidi e catartici testi di Monica Matticoli ovvero “l’idea prima del mio laboratorio di suono”). ‘Aaminah’ e ‘Canto Di Non Ritorno’ faranno sobbalzare molti di voi ma forse l’apice viene raggiunto in coincidenza di ‘Amor Fati’, locuzione latina utilizzata da Nietzsche per descrivere l’atteggiamento del Superuomo che accetta il compiersi del proprio passaggio sulla Terra, tra piccoli squarci di elettronica, celestiale ispirazione e bollenti note del basso di Maciste. Difficilmente ascolterete di meglio quest’anno.

Lorenzo Becciani, SuffissoCore, settembre 2017

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