Respiro profondo, elegante e sensuale, sonorità impalpabili, maestose e oscure, linee melodiche suadenti e spigolose: i bassi di Maroccolo sono sotterranei e fascinosi come ipnotici profumi notturni, o pulsanti come un’attrazione vertiginosa verso un “gorgo oscuro”. Le chitarre, eco ruggente, voce malinconica e arcana, associate ai synth di Cristiano Santini e Federico Bologna, autori delle musiche, si fanno suoni nostalgici e pungenti come un cielo di stelle appuntite. I versi di Monica Matticoli cantano “temporali nelle ossa”, distanza e perdita, distacco e pazienza del ricordo e dell’attesa.
Ambrosia J.S. Imbornone, Rockerilla, settembre 2017
